WHAT 4 MAD! – C.C. FOCUS on GISELLE

CC_W4M_webCHOREOGRAPHIC COLLISION
What 4 mad! C. C. focus on Giselle
un progetto di DanzaVenezia
a cura di Stefano Tomassini
29.04 2014 h.17
Teatro Fondamenta Nuove

ideazione e organizzazione:
Manola Bettio, Viviana Palucci  – coordinamento: Carla Vimercati
documentazione visiva: Orlando Sinibaldi
con:
• Junior Balletto di Toscana/ Joseph Caldo, Luca Cesa, Laura Massetti, Alberto Tardanico: estratto da Giselle di Eugenio Scigliano + incontro con il coreografo;
• incontro con Andrea Celli (Università di Padova), Elena Cervellati (Università di Bologna) ed Elena Randi (Università di Padova) sul tema del troppo amore;
• C. C. focus on Giselle/residenza coreografica di Laura Boato (coreografa) con Andrea Rampazzo (danzatore)

sul troppo amore

In occasione della chiusura delle lezioni del corso di Storia della danza e del mimo (Università Ca’ Foscari Venezia), quest’anno dedicato al tema della follia nel primo atto di Giselle (1841), il balletto scritto da Jules-Henri Vernoy de Saint-Georges e Théophile Gautier, coreografato da Jean Coralli e Jules Perrot su musiche di Adolphe-Charles Adam, Choreographic Collision propone una giornata di incontri, riflessioni e creazioni ulteriori. A partire dall’idea che Giselle sia stato un balletto capace di minacciare il momento cartesiano della logica dell’epoca del capitalismo avanzato, agli albori dell’età della psichiatria. A contraggenio, la parabola sembra invertirsi, lungo anche il cammino dell’antipsichiatria, nella innovativa Giselle di Mats Ek (1982), mentre nella più di recente versione che Eugenio Scigliano ha creato per il Junior BDT (2013), il balletto sembra riconsegnato a una nuova vitalità.
La Follia in Giselle non è la conseguenza a un amore non ricambiato, o a séguito di un tracollo psicofisico di fronte alla disillusione per la favola d’amore, ma per troppo amore della danza. Giselle trasgredisce, nei gesti della follia per troppo amore della danza del primo atto, la medicalizzazione del desiderio frustrato che sarà reso evidente nel secondo atto. Perché la danza è vita, e si può dare solo in condizioni di felicità, ossia nell’amore. La Follia di Giselle è la condizione narrativa di un atto di sovversione nei confronti di un potere aristocratico, che non può rispettare i patti/giuramenti d’amore fatti non fra pari ma con sudditi ossia al di fuori del diritto e della legge, e dunque al divieto di amare in questo caso la danza nel suo potenziale sovversivo. La quasi impotenza dell’aristocratico Duca, che per sedurre si traveste da popolano, di fronte alla follia e alla morte di Giselle è la testimonianza del declino e della immobilità di un intero mondo che è alla sua fine, e che può sopravvivere solo se sublimato e redento attraverso un’impresa eroica: lo sfinimento al limite dell’omicidio della danza nell’atto secondo, non senza l’aiuto della donna-Willi ormai angelicata. Grazie al laboratorio coreografico Choreographic Collision e il Teatro Fondamenta Nuove di Venezia, la coreografa Laura Boato ha raccolto questa sfida del gesto, insieme al danzatore Andrea Rampazzo, per una nuova performance sul troppo amore.

Si prega cortesemente di confermare la propria presenza a choreo.collision@gmail.com in quanto i posti sono limitati.

 

“Danza. Altri spazi – Lo spazio magico” – IL MAGO DI OZ

Senza titolo-1Martedì 08 Aprile 2014 – Teatro Toniolo di Mestre

Giovedì 10 Aprile 2014 – Teatro Comunale Città di Vicenza

Mercoledì 23 aprile 2014 – Teatro Comunale di Thiene

Sabato 31 Maggio 2014 – Teatro Accademia di Conegliano

IL MAGO DI OZ
Trama
Pubblicato nel 1900 il libro di Frank Baum “il meraviglioso mago di OZ” ha ispirato per più di un secolo narrazioni, musiche e visioni. Il viaggio che la protagonista intraprende per ritornare a casa, contiene in sé molti aspetti di un percorso di crescita. Attraverso diverse prove Dorothy impara a conoscere le sue emozioni, a superare le sue paure, a costruire un sistema di relazioni con il mondo che le permette finalmente di tracciare la sua strada. Ma l’idea vincente della storia è che questo percorso si gioca nel mondo della fantasia, in uno spazio fantastico in cui tutto è possibile.
Nel mondo quotidiano Dorothy si sente imprigionata, senza uno spazio e un tempo proprio, senza la possibilità di seguire i suoi desideri. Ci vorrà un tornado per mettere sottosopra le sue certezze e avviarla verso la Città di Smeraldo alla ricerca del meraviglioso mago di Oz. Al termine del viaggio la realtà non sarà più quella di prima, e il mondo di Dorothy avrà conquistato una moltitudine di colori.
Note di regia
Dopo l’esperienza di “Fantastique” del 2012, una nuova avventura guidata da una figura magica. Narratore dello spettacolo sarà il mago di Oz in persona. Con la narrazione, una semplice telecamera ed alcuni piccoli oggetti, utilizzando la tecnica del teleracconto, Oz dialogherà in modo originale con i danzatori, accompagnando gli spettatori direttamente dentro una realtà in cui tutto è possibile, basta avere il coraggio di immaginarlo. Uno spettacolo che rappresenta il punto di arrivo di un percorso formativo stratificato e complesso, che coinvolge gli allievi delle Scuole di Danza insieme a professionisti in una grande equipe di lavoro coordinata artisticamente da Carlo Presotto.
Regia: Carlo Presotto
Ideazione e organizzazione: Manola Bettio, Viviana Palucci, Daniela Rossettini
Il mago di OZ: Matteo Balbo
SCUOLE CHE PARTECIPANO AL PROGETTO
Arte&Fitness Luisa Lotto (Mestre), Associazione Spinazzit Carla Vimercati (Mestre), Collettivo Danza Manola Bettio (Spinea), Danbailop Giulia Da Ros (Vittorio Veneto), Danse, Atelier Annalisa Meneghini (Verona), Espressione Danza P.G.S.R.I.G. Martina Tomasi (Conegliano), Jesolo Dance Center Stefania Lissa (Jesolo), Officina Danza Daniela Rossettini (Vicenza)
COREOGRAFIE
Manola Bettio, Silvia Bertoncelli, Rebecca Carrara, Giulia Da Ros, Chiara Facca, Stefania Lissa, Luisa Lotto, Annalisa Meneghini, Daniela Rossettini, Martina Tomasi, Lorenza Trentin, Carla Vimercati
Video fondali: Carlo Presotto
Ideazione e realizzazione Costumi: Alberto Tenderini
L’Atelier della Danza
Light designer: Luigi Rossi